DECLARACIONES EN LA REPUBLICA

Creado en Sábado, 25 Mayo 2013 Última actualización en Lunes, 27 Mayo 2013

TESTATA: REPUBBLICA

DATA: 06/10/2002

PAGINA: 11

SEZIONE: CRONACA

OCCHIELLO: Critico il teologo Lopez Saez

TITOLO: “ Ma l' Opus ha uno stile ditattoriale”

SOMMARIO: l' intervista

AUTORE: MARCO POLITI

TESTO:

ROMA - «Per tanti credenti è duro vedere che viene portato agli altari l' esponente di un cattolicesimo superato dal Concilio». Jesus Lopez Saez, teologo, scrittore, esperto di catechesi alivello spagnolo ed europeo, non nasconde il suo rifiuto del “modello Escrivà” e dell' Opus Dei. Inutile far finta di niente. Anche nell' ora in cui il fondatore viene proclamato santo e non ostante la parata di personalità, che assisterà al rito in piazza San Pietro, l' Opera continua a dividere gli animi all'interno della Chiesa. Padre Saez, che cosa non la convince nel movimento di Escrivà? «Ha sempre avuto un carattere preconciliare. E infatti lo scontro tra l' Opus Dei e il rinnovamento ecclesialeè un dato costante sia nel corso di tutto il Concilio sia nellastagione successiva. Il sociologo Alberto Moncada, per un certo periodo affiliato all' Opera, afferma che il Concilio rendeva nervoso Escrivà, il quale “pensava che lo stesso diavolo si era installato al vertice della Chiesa” ». Ci sono state molte polemiche sulla struttura dell' Opus. «Lo stile interno dell'organizzazione è dittatoriale. Credono di raggiungere la perfezione attraverso la sottomission totale e l' obbedienza cieca. Nel 1981 il cardinale Basil Hume intervenne per raccomandare ai responsabili dell' Opus in Gran Bretagna il rispetto per la libertà individuale nell' entrare e nell' uscire dall' organizzazione e la libertà di scelta del proprio direttor espirituale a prescindere o meno che fosse membro dell' Opus». Nelsuo ultimo libro “Il giorno del rendiconto: Giovanni Paolo II sotto esame” viene affrontato il ruolo dell' Opus nel pontificato wojtyliano. «A mio modo di vedere il movimento è stato al servizio dell' involuzione ecclesiale, che oggi viene fatta passare come modello di rinnovamento conciliare. Ma una cosa è chiara. I papi che hanno condotto il Concilio, Giovanni XXIII e Paolo VI, sono stati osteggiati dall' Opus e lo stesso Giovanni Paolo I aveva un atteggiamento molto critico nei suoi confronti». Quindi non considera Escrivà un modello di santo da proporre? «In Spagna lo consideravamo rappresentante di un tipo di cattolicesimo superato dal Concilio, che aveva perso potere con la morte di Franco. Poi è venuto l' aiuto di papa Wojtyla. Maria AngustiasMoreno, che fu “numeraria” dell' Opus, racconta del culto chesi tributava al fondatore già in vita e promosso da lui stesso.“Lui solo decise che bisognava chiamarlo Padre, sempre scritto in maiuscolo, salutandolo piegando il ginocchio sinistro”. In Cile, all' apogeo della repressione di Pinochet, Escrivà dichiarò in una conferenza del 1974: “ Io vi dico che quel sangue era necesario”».